Trattamenti di osteopatia lissone

Studio Mariani offre soluzioni per il benessere

L’Osteopatia nasce dall’unione di due parole che derivano dalla lingua greca: osteon che significa osso e pathos che significa sofferenza. Questa definizione ci permette di inquadrare la Terapia Manuale Osteopatica come lo studio di tutte quelle disfunzioni strutturali, viscerali, neurovegetative, cranio-sacrali le quali pur essendo di origine funzionale hanno la possibilità di creare quella che in gergo viene definita una “lesione osteopatica” ossia una restrizione di mobilità in aree diverse del corpo creando nell’individuo importanti ripercussioni sull’intero apparato muscolo-scheletrico.

Il loro coinvolgimento andrà a ripercuotersi sulla postura del paziente alterandone così l’allineamento e dando vita alle tensioni miofasciali. Secondo l’Osteopatia la malattia è la conseguenza dei cambiamenti anatomici, magnetici e biochimici che possono avvenire all’interno di un corpo umano malato. Da ciò possiamo capire che l’Osteopatia considera l’essere umano sotto tutti i piani dell’esistenza, quello fisico, quello mentale e quello spirituale. La filosofia osteopatica riposa su tre principi di base: la nozione di unità dinamica del corpo umano; l’interdipendenza dei diversi sistemi che compongono l’organismo; la capacità di autoguarigione e autoregolazione dell’organismo.

Per quello che riguarda i trattamenti di osteopatia lissone, lo Studio Mariani si occupa di:

UNITÀ DEL CORPO (OLISMO)

Il corpo è un’unità costituita dalle sue componenti strutturale, energetica e psichica. Dal punto di vista anatomico, il corpo umano è collegato da una fittissima rete che chiamiamo “fascia”. Si tratta di tessuto connettivo che collega tutto a tutto. Ne fanno parte:

  • i tendini e le aponeurosi, che collegano i muscoli alle ossa;
  • i legamenti e le capsule articolari, che collegano tra loro le articolazioni;
  • i legamenti, i meso e gli epiploon, che collegano i visceri allo scheletro;
  • le meningi che collegano tra loro le ossa del cranio e, tramite la componente meningea rachidea, trasmettono i movimenti del cranio all’osso sacro e a tutto l’organismo.

Da un punto di vista fisiologico, la coordinazione e la comunicazione tra le funzioni corporee è assicurata dal sistema nervoso, circolatorio e linfatico.


L’INTERDIPENDENZA DEI SISTEMI

Le connessioni fasciali spiegano da un punto di vista meccanico come la forza applicata in un punto del corpo, si trasmetta a tutto il corpo, determinando effetti anche a distanza dal punto di applicazione della forza. Ecco perché una “banale” distorsione alla caviglia può influenzare il buon funzionamento delle ginocchia, delle anche, del bacino e, a salire, di tutta la colonna fino a raggiungere le spalle e il cranio. Allo stesso modo il Sistema Neuro Vegetativo (SNV) veicola le informazioni dei visceri verso il Sistema Nervoso Centrale (SNC) e, dal SNC, gli ordini verso i visceri effettori. Le fibre del SNV sono collegate ai nervi spinali ad ogni livello vertebrale. Una disfunzione di un viscere può informare il nervo del livello vertebrale corrispondente, e influenzare negativamente il piano vertebrale stesso, con una conseguente algia del rachide. Allo stesso modo, una disfunzione vertebrale può influenzare negativamente l’organo corrispondente, con conseguente disfunzione viscerale (Riflesso viscero-somatico e Riflesso somato-viscerale).
Una postura corretta, dunque, dove le varie componenti (ossa, muscoli, visceri e tessuti di sostegno) si trovano in un equilibrio ideale di tensione, è la condizione ideale affinché tutte le funzioni vengano svolte nel migliore dei modi. Al contrario, una postura squilibrata, che compromette i rapporti tra le strutture ossee, non solo sarà “dispendioso” per l’organismo, ma potrebbe rendere inefficiente la funzione dei muscoli e dei visceri collegati ai segmenti ossei compromessi. L’esempio più evidente è la scoliosi! Tra le cause del dimorfismo più temuto possiamo avere anche una patologia degli organi toracici o addominali che, con la tensione sviluppata a causa di uno stato infiammatorio, trascinano verso gli organi in questione le strutture ossee alle quali sono collegate. Ciò determina le deviazioni vertebrali sui tre piani dello spazio, tipiche della scoliosi. Al contrario, le deformità della gabbia toracica, dovute alla rotazione delle vertebre dorsali sulle quali si articolano le coste, possono compromettere la funzione respiratoria, a causa della compressione che le strutture ossee esercitano sul parenchima polmonare.


CAPACITÀ DI AUTOGUARIGIONE E AUTOREGOLAZIONE DELL’ORGANISMO (OMEOSTASI)

Il corpo umano “sano” è un esempio ideale di OMEOSTASI, ovvero di equilibrio. Il nostro organismo durante tutta la vita è soggetto a sollecitazioni e stress sia interni che esterni. Spesso è costretto a mettere in moto vari meccanismi fisiologici per adattarsi a condizioni ambientali estreme (basse o alte temperature, condizioni limite di umidità, ecc.), riuscendo quasi sempre a ritrovare l’omeostasi. Il ruolo dell’osteopata non è quello di “guarire” (!), bensì quello di eliminare gli ostacoli che impediscono al nostro organismo di svolgere al meglio la sua funzione di autoguarigione e autoregolazione. Gli ostacoli sono costituiti da blocchi e tensioni delle strutture ossee e fasciali che impediscono la libera circolazione dei fluidi, compromettendo il nutrimento cellulare e l’eliminazione delle scorie prodotte. In relazione al principio olistico, tipico dell’osteopatia, il trattamento osteopatico prevede il riequilibrio delle componenti strutturale, viscerale e craniale.

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